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IMU - Comodato gratuito 2016

Con la Legge di stabilità 2016 (D.L. 208/2015) è stata interamente rivista la gestione dei comodati gratuiti: le impostazioni valide per gli anni precedenti sono completamente eliminate e viene introdotta una sola forma di comodato gratuito per il quale è prevista una riduzione del 50% della base imponibile.


Si tratta di una impostazione molto restrittiva che limita le possibilità del comodato gratuito a pochi casi.

Il MEF ha pubblicato la Risoluzione N. 1/DF del 17 febbraio 2016, in cui chiarisce i requisiti, i dettagli e l'applicazione del Comodato gratuito con riduzione del 50% della base imponibile.


L'immobile in comodato non è assimilabile ad abitazione principale come poteva avvenire negli anni precedenti, ma rimane evidentemente un immobile soggetto ad aliquota ordinaria con base imponibile ridotta del 50%.

Casi di non applicabilità della riduzione:

  • se si possiedono 3 (o più) immobili ad uso abitativo (per intero o in percentuale) non si può applicare la riduzione;
  • se i due immobili ad uso abitativo si trovano in due comuni diversi non si può applicare la riduzione;
  • se si risiede nel Comune A e l'immobile è situato nel Comune B (diverso dal Comune A) non si può applicare la riduzione;
  • se si risiede all'estero non si può applicare la riduzione;
  • se l'immobile dato in comodato non viene utilizzato come abitazione principale del comodatario non si può applicare la riduzione. Il comodatario deve usare l'immobile in comodato come sua abitazione principale quindi deve avere la residenza e l'abituale dimora nell'immobile avuto in comodato;
  • se il comodato è tra nonni e nipoti non si può applicare la riduzione. Il comodato è possibile solo tra figli e genitori. Sono esclusi comodati tra parenti al di fuori del primo grado;
  • sono esclusi i comodati per le abitazioni di lusso (Categorie catastali A1, A8 e A9).

Come specificato dal MEF, poiché la base imponibile TASI è la stessa dell'IMU, la riduzione vale anche ai fini TASI.
In particolare, ai fini TASI il proprietario verserà la TASI con riduzione del 50% in base alla quota di ripartizione prevista dal Comune (70% comodante), mentre il comodatario non pagherà la quota TASI di sua competenza, in quanto per lui l'immobile è abitazione principale e l'abitazione principale è esente da TASI.
Con la Legge di Stabilità 2016, ai fini TASI si parla di ''abitazione principale'' sia che l'immobile sia di proprietà, sia che sia in locazione con residenza e dimora abituale.

Requisiti

A. Si deve essere proprietari di un solo immobile oppure di due immobili. Per 'immobile', come specificato dal MEF durante Telefisco 2016 e dalla Circolare N.1/DF/2016, deve intendersi un immobile ad uso abitativo ('laddove la norma richiama in maniera generica l'immobile, la stessa deve intendersi riferita all'immobile ad uso abitativo'). Vanno considerate anche le pertinenze secondo i limiti previsti per l'abitazione principale (massimo 3 pertinenze, una per ogni categoria catastale C2, C6 e C7). Quindi il possesso di altra tipologia di immobile come un terreno agricolo, un'area edificabile o un capannone non esclude la possibilità di usufruire della riduzione del 50%, purché gli immobili ad uso abitativo siano massimo due. B. Gli immobili devono essere ubicati entrambi nel comune di residenza e dimora abituale del proprietario. C. Uno dei due immobili deve essere necessariamente abitazione principale del proprietario. D. Il contratto di comodato deve essere registrato presso un qualunque ufficio dell'Agenzia delle Entrate. Non vale nessuna scrittura privata o altra forma/dichiarazione di concessione del comodato.

Costi

Il costo complessivo da sostenere per poter beneficiare della riduzione del 50% è di almeno Euro 232,00 (200 Euro di imposta di registro, almeno 2 bolli da Euro 16,00) più eventuali costi aggiuntivi se vi rivolgete a un consulente o ad una agenzia.

Normativa

• Con il D.L. 208/2015, all'articolo 13 del D. L. 201/2011, comma 3, prima della lettera a) è stata inserita la seguente lettera:
[La base imponibile è ridotta del 50 per cento:]
«0a) per le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all'immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9; ai fini dell'applicazione delle disposizioni della presente lettera, il soggetto passivo attesta il possesso dei suddetti requisiti nel modello di dichiarazione di cui all'articolo 9, comma 6, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23»;

Risoluzione N. 1/DF del 17 febbraio 2016
Nota MEF prot. n. 2472 del 29 gennaio 2016

Documenti da presentare

Per beneficiare della riduzione della base imponibile per l'immobile concesso in comodato, il proprietario deve comunicare e attestare il possesso dei requisiti al Comune tramite apposita Dichiarazione.


Per la registrazione del Contratto di comodato, da effettuare entro 20 giorni dalla data di sottoscrizione del contratto, serve dotarsi di:
• almeno 2 copie del contratto con firma in originale (una per l'ufficio e una per il proprietario o per il comodatario; all'altra parte può andare una copia del contratto registrato);
• una marca da bollo da Euro 16,00 per ogni copia del contratto (quindi almeno 2 - N.b. serve una marca da bollo ogni 4 facciate scritte e, comunque, ogni 100 righe);
• le marche da bollo devono avere data precedente o uguale alla data di sottoscrizione del contratto di comodato, NON successiva;
• copia del documento di identità del comodante e del comodatario;
• versamento di Euro 200,00 (imposta di registro) su codice tributo 109T effettuato con Modello F23.
• Modello 69 compilato, per la richiesta di registrazione.

Il contratto va registrato una sola volta e non si deve rinnovare ogni anno. Se cambia il comodatario va registrato un nuovo contratto.

Incaricato

UFFICIO TRIBUTI

Tempi complessivi

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Documenti allegati

Documenti allegati
Titolo  Formato Peso
Modifica Regolamento IMU per equiparazione degli immobili concessi in comodato a parenti entro il 1° grado ad abitazione principale Formato pdf 114 kb
NOTA INFORMATIVA COMODATO GRATUITO AI FINI IMU 2016 Formato pdf 376 kb